Patologie Tiroidee


Anatomia e Fisiologia
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Tiroiditi

Gozzo non Tossico

Noduli Tiroidei
I noduli tiroidei sono un evenineza frequente e di solito non correlano con gravi patologie. Sono più frequenti nelle donne.
Non Neoplastici: Può trattarsi di aree di iperplasia, di degenerazione, di foci di tiroidite o di lesioni cistiche.
Neoplastici Benigni: Si tratta prevalentemente di neoplasie epiteliali a carattere adenomatoso follicolare. Compaiono gradualmente e vengono notati dal paziente come una tumefazione del collo, talvolta possono dare difonia, disfagia, dispnea per compressione di aree adiacenti. Sono di solito neoplasie NON funzionanti che beneficiano di un trattamento TSH soppressivo. I casi di adenoma tossico di Plummer richiedono invece la tiroidectomia.
Neoplastici Maligni: Sono rari e distinti in quattro varietà: Papillare, Follicolare, Anaplastico e Midollare
L'esposizione a radiazioni ionizzanti, Iodio 131 e, per i midollari, la familiarità per MEN 2A, 2B sono fattori di rischio.
L'adenocarcinoma papillare: rappresenta l'80% delle neoplasie tiroidee, ha un picco tra i 40 e i 50 anni, le metastasi sono solitamente per via linfatica spesso lungamente limitata ai linfonodi laterocervicali. La malattia è spesso diffusa ad entrami i lobi tiroidei (multicentrica) e può presentare i tipici corpi psammomatosi (calcifici). Indicata tiroidectomia totale con linfoadenectomia e Radioiodio. La sopravvivenza a  20 anni e del 95%
L'adenocarcinoma follicolare pesa per il 10%, ha un picco intorno ai 50 anni. Metastatizza per via ematica saltando i linfondi laterocervicali. Beneficia del marker Galectina-3 per candidare i pazienti alla chirurgia quando la citologia delle FNAB si riveli non diagnostica. Tiroidectomia senza Linfoadenectomia più Radioiodio. La sopravvivenza a 20 anni è del 20%.
Adenocarcinoma anaplasticoRappresenta soltanto l’1-2% dei tumori tiroidei e colpisce soprattutto persone di età avanzata. E' altamente maligno, non capsulato, e invade molto precocemente le strutture adiacenti (pelle, muscoli, nervi, vasi, laringe, esofago…), causando raucedine, stridore inspiratorio, difficoltà alla deglutizione. Altrettanto precocemente metastatizza ai linfonodi del collo, ai polmoni, al fegato, al cervello. Nel 50% dei casi insorge a partire da un nodulo benigno, che rapidamente si ingrandisce, diventa duro e fisso rispetto ai tessuti circostanti. Soltanto nel 10-30% dei casi è interamente asportabile dal chirurgo e, mediamente, i pazienti che ne sono affetti muoiono entro 6 mesi dalla diagnosi.
Carcinoma midollareCostituisce una piccola percentuale dei tumori della tiroide. Ha origine dallecellule parafollicolari C, deputate a produrre la calcitonina. Per questa ragione, il riscontro di elevati livelli di calcitonina nel prelievo venoso, può suggerire la presenza di questo temibile tumore. Esso, infatti, ha una spiccata tendenza a sviluppare metastasi a carico dei linfonodi del collo, dei polmoni, delle ossa, del fegato. Questo tumore può essere presente anche in forma familiare, nell’ambito di alcune rare sindromi come la neoplasia endocrina multipla tipo 2 o il carcinoma midollare familiare.
Un caso a parte è costituito dal linfoma tiroideo: è estremamente raro, molto aggressivo e la citologia può essere confusa con una tiroidite linfocitaria cronica (Hashimoto).