Patologia della Mammella

Patologie Benigne
Abbiamo due condizioni infiammatorie (mastite) che possono essere acute o croniche. La mastite acuta è una condizione tipica dell'allattamento. Il ristagno del latte favorisce l'infezione da stafilococco epidermidis o streptococcus aureus dando la sintomatologia infiammatoria con algie, secreto purulento. Beneficia di trattamento antibiotico, facendo attenzione alla possibilità che metaboliti passino nel latte.
La mastite cronica può essere legata a infezioni come TBC, Lue, funghi o a fenomeni involutivi del parenchima con possibile formazione di cisti, ascessi o fistole.
La mastopatia fibrocistica si configura come un quadro di alterata sensibilità ormonale con eccessiva deposizione di parenchima, eccessiva proliferazione, possono comparire atipie nucleari.
Sempre nel campo delle patologie benigne abbiamo alcune neoplasie: amartomi, papillomi, adenomi, fibromi, fibroadenomi, tumori filloidi, lipomi. Il tumore filloide e il papilloma vanno sempre asportati.Gli altri sono da asportare se non si è certi della loro benignità

Patologie Maligne
Carcinomi Duttali: possono essere in situ o più avanzati, costituiscono il 75% delle neoplasie maligne a carico della mammella e possono presentarsi, quando particolarmente avanzati, in forma di carcinoma infiammatorio o malattia di paget.
Carcinomi Lobulari: anche questi si possono presentare in situ o avanzati. Talvolta sono bilaterali.
Carcinomi Midollare, Mucinoso, Tubulare sono più rari, hanno buona prognosi.
Angiosarcoma è possibile si manifesti in seguito a mastectomia con linfoadenectomia (INTERESSA L'ARTO SUPERIORE?)
Il tumore filloide può essere maligno nel 25% dei casi.
Prima di parlare di sintomi, è necessario ricordare che per le patologie mammarie è in atto un programma di screening senologico con mammografia ogni due anni tra i 50 e i 70. Pertanto molti casi vengono individuati in sede di esame prima che clinicamente. Ad ogni modo le presentazioni cliniche tipiche sono: nodulo palpabile, pelle a buccia d'arancia, sanguinamento dal capezzolo, retrazione del capezzolo, pigmentazione cutanea, alterazione della simmetria delle mammelle.
La diagnostica è centrata su ECO prima dei 35 anni, Mammografia dopo i 35, RM, FNA o Istologico.
La terapia prevede diverse opzioni: dalla mastectomia di Halsted, alla Patey, alla Madden. Altre opzioni sono la quadrantectomia e la nodulectomia: più conservative se ben eseguite. Opzione di discussa radicalità è la mastectomia sottocutanea. Alla rimozione del tumore primario si associa se indicata da tracciante radioattivo o colorante la dissezione linfonodoale del cavo ascellare gravata sia dalla minaccia di danno nervoso al plesso brachiale, sia di linfedema (30%). In seguito al tempo chirurgico demolitivo in un unico tempo o successivamente si può pensare a opzioni ricostruttive con impianto di espansori mono o bilaterali dal risultato estetico potenzialmente ottimo.