Malattie infiammatorie intestinali

Le malattie infiammatorie intestinali sono il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Entrambe hanno un incidenza intorno ai 5 casi ogni 100000, sono più frequenti in occidente e condividono i medesimi fattori di rischio (a parte il fumo che vale solo per il Crohn), tali fattori di rischi sono: familiarità, mutazioni di NOD2, agenti infettivi, la dieta è attualmente in discussione. Tali elementi esercitano un ruolo nella distregolazione della risposta infiammatoria aventa come conseguenza un danno di parete.
Il morbo di Crohn presenta un picco di incidenza intorno ai 20-30 ed uno secondario sui 60-70. La rettocolite ha una distribuzione dai 30 ai 60.
Il danno di parete nel Crohn è possibile in tutto il tubo digerente ed è a tutto spessore, nella RCU è interessato il retto e il colon solo nella componente mucosa. Tale patologia aumenta il rischio di tumore del colon.
I sintomi si estrinsecano in alvo alternante, emissione di sangue con le feci in forma di feci commiste, verniciate o proctorraggia. Talvolta febbre ad andamento irregolare. C'è inoltre un aumentato rischio di colangite, uveite, artrite e eritema nodosao. La diagnosi si ottiene per mezzo di colonscopia con biopsia potendo anche distinguere da appendicite, neoplasie, TBC intestinale. L'istologia dimostra granulomin non caseosi e appiattimento dei villi nel Crohn e lesioni a colpo d'unghia e pseudopolipi nella RCU.
La principali complicanze del Crohn sono: fistola, stenosi, sanguinamento.
Nella fistola è da notare che le perforazioni del tenue antimesenteriche danno peritonite, quelle sul versante mesenterico adeno-mesenterite.
La principale complicanza della RCU è il megacolon tossico (paralisi per danno del plesso di Auerbach) e la degenerazione neoplastica. Il primo richiede una resezione in urgenza con ileostomia di protezione.
La terapia è farmacologica (cortisonici, sulfasalazina, anticorpi monoclonali), chirurigica o endoscopica.